domenica 11 dicembre 2016

Ciarle e consigli di Tegamini aka Francesca Crescentini

Questo post è un'ode grandiosa alla magia del web che azzera le distanze e ci fa conoscere persone, che con le loro avventure quotidiane ci strappano sorrisi, consigli e riflessioni. 

Una di queste è l'ormai nota Tegamini aka Francesca Crescentini, traduttrice e copywriter, che spopola sui social con il suo blog "Tegamini" ed è regina indiscussa di Snapchat, dato che è ha appena vinto i "Macchianera Awards" (gli Oscar del web) come miglior snapchatter; ed oggi è mia ospite per la sezione Take a look! Ovvero i trentenni d'oro che vi consiglio di seguire...ok lo ammetto: la prima volta che l'ho vista ho pensato: "Come fa a far questo smockey greige perfetto?" - poi ho compreso che aveva anche altre doti...

Con estrema leggiadria, ogni giorno, Francesca ci porta nella sua vita e, tra una poppata e un cambio pannolino a Minicuore (il piccolo Cesare nato dall'unione di Tegamini con AmoreDelCuore), dispensa saggi consigli letterari, con gli ormai famosi #LibriniTegamini .

Se non la conoscete ancora, mettetevi comodi e dedicate 15 minuti alla lettura di quest'intervista, poi correte a scaricare Snapchat e aggiungetela, non ve ne pentirete! 


- Ciao Francesca e benvenuta su AbsolutelyFrivolous, come ti è venuta l'idea di farti chiamare Tegamini e quando hai deciso di aprire un blog?

- Ma grazie per l'ospitalità! 
Dunque, ho un blog da tempo immemore. Nel senso che non mi ricordo neanche più troppo bene quando ho aperto il primo. Ero ancora alle superiori, probabilmente.
Tegamini, più o meno com'è adesso, è nato nel 2010, quando mi sono trasferita a Torino per lavoro. Nuova città, nuova vita, nuovo blog. E nuovo nome. Volevo
qualcosa di giocoso e saltellante, che rispecchiasse più o meno chiaramente
l'idea di "contenitore" che volevo dare al sito. E mi è venuto in mente
Tegamini, che ha anche una vaga assonanza con il mio cognome. Ma com'è finita?! È finita che il titolo del blog è stato accolto con un tale entusiasmo da fagocitare anche il resto dei miei nickname - vanificando ogni futuro tentativo di rebranding. A saperlo prima ci avrei attaccato dei titoli nobiliari. 


- Grazie ai social, Instagram, Facebook e soprattutto Snapchat, dove si puó dire che tu sia una star, ogni giorno dai ottimi consigli letterari, quando hai
iniziato a usare questo social?

- Avevo scaricato Snapchat un annetto e mezzo fa, un po' per dovere lavorativo e
un po' per curiosità. Per sei mesi buoni ho coltivato un esuberante scetticismo
e mi sono lamentata a gran voce dell'assurdità dell'interfaccia. Ma che roba è? Ma ti pare. ? Ma come fai a cercare la gente. Ma che orrore i face-swap. Quando hai troppe cose da capire e poco tempo a disposizione i risultati tendono sempre  ad essere catastrofici. Comunque, ho recuperato Snapchat all'inizio dell'estate - quando sono andata in maternità - e, dopo aver osservato che cosa ci combinavano gli altri, ho vagamente intuito di potermici divertire anch'io. Ed eccoci qua con un premio. Assurdo.

- Cosa pensi in generale dei social e qual è il tuo preferito?


- Per rispondere a un "cosa pensi in generale dei social" servirebbero svariate
tesi di laurea multidisciplinari, ma non credo di averne la forza. Sarò laconica
e inevitabilmente lacunosa.
I social sono affascinanti. E al contempo esasperanti. Scorrere la timeline di
Facebook è, quasi ogni giorno, un vero atto di coraggio. Ma, ovviamente, non è
"colpa" dei social. I social sono un'opportunità formidabile, ma hanno anche il potere di amplificare la scarsa capacità di gestione delle informazioni che malauguratamente azzoppa un gran numero di nostri simili, che finiscono per
trasformare i nostri feed in una specie di puntata live di Black Mirror - ma con
un'ortografia discutibile e un utilizzo a dir poco licenzioso di ogni genere di
nesso causa-effetto. Su Snapchat ho trovato un'isoletta felice. Sarà che
l'assenza di un wall pubblico scoraggia troll, imbecilli e attaccabrighe, sarà
che siamo ancora relativamente in pochi ad utilizzarlo, sarà che i filtri
coccolosi ci proteggono dal male - io non lo so, ma su Snapchat si sta bene. E
anche su Instagram, nonostante l'avocado ci ammorbi ormai da mesi.

- Se potessi scegliere, quale sarebbe il lavoro dei tuoi sogni (a parte pettinare unicorni cit.) ?


- L'ereditiera.

- Cosa pensi delle collaborazioni con i brand, ti è mai capitato di farne? 

- Certo, capita spesso. Dipende da come si decide di impostare la collaborazione e
dipende dal progetto, chiaramente. Bisogna scegliere con cura, senza perdere di vista le proprie caratteristiche. Posso mettermi all'improvviso a parlare di
trattori, cercando pure di far credere a chi mi legge che li ho sempre adorati e
che, guarda un po', proprio in questi giorni me ne è capitato per le mani uno
veramente AMAZING? Direi di no. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di
collaborare con brand che mi offrono l'opportunità di raccontare qualcosa di
speciale e che, con la loro iniziativa o i loro prodotti sono in grado di
entrare davvero a far parte del mio mondo - sia "reale" che narrativo. Perché, purtroppo o per fortuna per me, la spontaneità è ancora una discriminante
fondamentale.


- Come trascorri le tue giornate adesso che sei mamma?

- Abbiamo messo al mondo un bambino incredibilmente ragionevole, ma non si cambia ancora il pannolino da solo. Ci siamo stabilizzati su una felice simbiosi e,
quando dorme, mi precipito a fare tutto il resto. Quello che mi preme - oltre a
crescere un potenziale astronauta - è preservare un buon livello di normalità.
Sono del tutto impermeabile ai fanatismi (nella maternità come nell'ordinaria
amministrazione) e punto ad amarlo tantissimo e a divertirmi con lui e a
commuovermi anche un po' quando mi fa questi sorrisoni improvvisi restando
comunque un essere umano senziente. Fronteggio con gaiezza montagne di sterco. Parlo senza sosta. Dondolo qualsiasi cosa si possa ragionevolmente dondolare. Sfido la pavimentazione del Naviglio. Scrivo e me lo tengo vicino. 

- Una tua grande passione sono i dinosauri, di cui mio figlio Davide è un grandissimo estimatore, che libro consiglieresti a un duenne?


- Davide, sei già un bambino saggio.
Prova a leggergli l'imprevedibile "Dinosauri in mutande"! :D 

https://www.amazon.it/Dinosauri-mutande-Claire-Freedman/dp/8882039625 



- Tra poco sarà Natale e i libri sono un regalo gettonatissimo, anche se non sempre chi regala ha idea del genere che possa piacere al destinatario (con me non indovina nessuno :O) tu hai una guida personale per non commettere errori e regalare libri inutili?

- Nonostante sia il Natale a tenere in piedi le case editrici, sono assolutamente
convinta che regalare un libro sia una roba complicatissima. I libri sono il
classico regalo che si sbologna a chi non si sa bene come gestire, ma mi è
sempre sembrato un errore madornale. 
C è chi la risolve fregandosene
allegramente del destinatario e pescando a caso dalle novità, chi ricicla i
libri sbagliati che ha ricevuto l'anno prima e chi si butta sui classici perché
almeno fai bella figura e non passi da bestia ignorante. Io i libri non li
regalo quasi mai. E quando li regalo cerco sempre di mettere insieme una vasta aneddotica sul destinatario, se non lo conosco troppo bene. Ma poi, chi te lo fa fare di regalare qualcosa a uno che non sai chi è. EH, MA A MIA MADRE NON PIACE NIENTE. Non è vero, sei te che non lo sai. Ci sarà pur qualcosa al mondo che le garba, mica è fatta di cartongesso. Non lo sai e non hai modo di scoprirlo?
Regala un buono. Prendete un bel buono e che la gente ci faccia un po' quel che
vuole. Se servissero consigli su come spendere degnamente i soldi in libri, poi,
io sono sempre a disposizione. :)
 
Che vi avevo detto? Vi avrebbe conquistati! Ora correte a cercarla su Facebook e Instagram e naturalmente segnate tra i preferiti il suo Blog!

Baci glitter!
AbsolutelyFrivolous

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