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giovedì 30 giugno 2016

Io una volta ero cintura nera...di saldi!

Giugno sta per finire e i primi giorni di luglio saranno, come sempre, quelli di inizio dei saldi estivi. Un tempo in questo periodo conoscevo a menadito tutte le collezioni di tutti i negozi che frequentavo, avevo chiaramente una lista di cose che mi servivano (lista non troppo rigida e per questo modificabile), conoscevo i prezzi di cartellino (per vedere poi quanto sconto sarebbe stato fatto), ma non ero immune da innamoramenti dell'ultimo secondo. Così, armata fino ai denti, vestita comodamente e soprattutto con scarpe, che a contatto con l'asfalto rovente di Catania prima e Roma qualche anno dopo, non si sarebbero liquefatte, partivo alla volta delle strade dello shopping, naturalmente all'alba del primo giorno di saldi, col fine principale di avere più scelta e trovare "l'affare". Quando abitavo ancora in Sicilia la mia compagna di avventure era mia sorella Stefania, tra di noi ci sono otto anni di differenza, ma come dico sempre: "la distanza giusta tra il cambiarmi i pannolini e scambiarci i vestiti". Insieme ne abbiamo combinate di tutti colori, una mattina, ci siamo perfino svegliate alle 6.30 per andare a fare shopping in Via Etnea (a Catania) il primo giorno di saldi e siamo tornate a casa alle 20.45, cariche di buste e sacchetti e con un'adrenalina da far invidia a un podista! Successivamente, quando ho lasciato la Sicilia per studiare a Roma ho fatto shopping saldifero da sola, operazione molto noiosa, fino a che non ho fatto amicizia con la ragazza che al corso di Sociologia aveva la collana di Hello Kitty: una folgorazione, era proprio l'amica che cercavo e si chiamava come me, Alessandra. Con lei stessa trama di cui sopra, con una speciale predilezione per le svendite al -70%. Una vera guru.
Oggi i miei saldi non esistono perchè quello che mi serviva l'ho preso a inizio stagione. Mia sorella e la mia migliore amica sono lontane...Magari qualcosa compreró, ma non saró una delle prime ad entrare nei negozi domani...tutta questa riflessione perchè in questi giorni ho passato del tempo con mia madre e mia zia, che in quanto a shopping non sono seconde a nessuno, e mi hanno ricordata la me stessa di poco tempo fa. La cosa mi ha fatto sorridere, anche perchè non sono sicura di poter reggere quei ritmi, al massimo posso rifarmi con l'e-shop online, ma non mi lamento...se ho bisogno di tempo per me vado per negozi da sola e faccio in un'ora quello che prima avrei fatto in un giorno. Se invece sono con mio marito e mio figlio, quello che importa veramente è che vicino ci sia una buona gelateria! 


    Io e Davide alle prese con un gelato

Che poi a pensarci bene, ormai quasi tutte le catene di negozi fanno diverse promozioni durante l'anno, pre-saldi invernali, pre-saldi estivi...che alla fine gli sconti veri e propri di un tempo non so dove siano finiti...

E voi? State aspettando i saldi o avete già fatto acquisti?

Ps1: l'altro giorno una commessa molto gentile mi ha consigliato di scaricare un coupon per dei sandali e avere lo sconto del 30%. 

Ps2: Ci sono tornata ieri col coupon, ma li avrei presi tranquillamente il giorno prima...XD

venerdì 1 novembre 2013

Odi et amo

 Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Odio e amo. Per quale motivo io lo faccia, forse ti chiederai.
Non lo so, ma sento che accade, e mi tormento.

Lo so a cosa state pensando, vi chiederete, così come è lecito, perché stia scomodando il leggendario poeta Catullo citando il carme 85, bene è presto detto: perché "odi et amo" è quello che posso dire di qualsiasi cosa si trovi nel mio armadio o nella mia scarpiera, perché mi servisse in un determinato momento e non avessi altra alternativa, insomma c'è, me lo metto, ma non mi convince mai del tutto!

Catullo perdonami se ti cito per questo assolutamente frivolo problema! PERÒ È COSÍ e le ragioni sono le più disparate. A voi non è mai capitato di dover affrontare una occasione d'uso e che per completare un outfit mancasse un pezzo, trovandovi costretti a decidere a pochi minuti dalla chiusura dei negozi, pur non essendo del tutto convinti dell'acquisto? Se la risposta è sì, allora queste mie righe fanno al caso vostro.

Le prime ad aggiudicarsi il mio "odi et amo" sono un paio di scarpe prese circa un anno e mezzo fa perché avevo una tre giorni di convegni in cui sarei stata perennemente in piedi, e la volta precedente con delle deco tacco 11 a spillo ero stata quasi sul punto di piangere dal dolore (verso la terza ora).
 
Queste amate/odiate deco in vernice che ho preso "per lavoro" hanno un comodo tacco grosso 8 il ché le rende molto comode, pianta affusolata, ah dimenticavo sono di vernice nere. 
 


Già dalla vetrina non mi convincevano, ma i negozi stavano per chiudere e la mattina seguente con le sue 9 ore in piedi era alle porte, così le ho prese, e devo dire che per i tajlleur e gli abitini con cui le ho indossate erano molto adatte. Però ogni volta che provo a rimetterle, o me le rimetto, penso: "ma perché me le sono comprate?!".

Oggi finalmente la spiegazione: okay c'era poco tempo e mi servivano proprio cosí, peró la mancanza di approvazione sorellesca non ha fatto altro che distruggere i miei deboli pareri positivi nei confronti di queste povere scarpe, per questo di fatto le indosso, ma sempre con incertezza!

Vi state chiedendo cosa sia l'approvazione sorellesca, ve lo spiego. Si tratta del parere positivo di mia sorella, che con la sua disapprovazione è capace di non farmi piú indossare una cosa.
 
...che alla fine a guardarle ben non sono poi così male queste scarpe, e con gli accessori giusti, possono sempre far la loro figura di rappresentanza, che ne dite? In fatto di abbigliamento quanto conta per voi il parere degli altri?